Boss, perchè non parli come mangi?

 

Quando i manager infarciscono i loro discorsi con “qualche” parola straniera!

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In un’impresa dell’operoso nord-est, market leader negli appliances, customer oriented, con un buon trend di crescita nonostante la supervalutazione della nostra currency; in questa company, dunque, collegata in joint-venture con svariate branch del Far-East, le giornate cominciano sempre di buon mattino. Al front-office della reception si mettono in rete i vari call center e ci si collega subito al Web. I manager, alcuni di ritorno dal loro jogging quotidiano, ancora in trainers ed altri con il jet lag addosso esibendo un understatement forzato, durante il coffee break liberamente si confrontano e si aggiornano sulle strategies di slow management da adottare con il loro staff. Ritengono politically correct offrire servizi di mentoring e coaching on line, naturalmente in outsourcing, agli executives. Questi, rinforzati nella loro leadership, formuleranno plans per meeting, focus group e scandiranno timing precisi di workshop in team, nonché summit nella formula O.S.T.(open space technology) scongiurando così il rischio di qualche sit-in all’entrance del R&D (research and development). Qui le extension sono sempre busy poiché, per non farsi distrarre nel loro proficuo daily brainstorming, i chief tengono le loro linee in stand-by.Si sa: i competitors sono molti, i core business sono in progress, le task del back office sono frenetiche, le partnership essenziali, gli store necessitano di restyling, il franchising è in improvement, i franchisee sono da monitorare per non compromettere la propria financial standing. Il background dei collaboratori deve essere experienced e, per non rischiare che si rivolgano a qualche head hunter li si deve fidelizzare attraverso training, benefits e facilities di ogni genere, A tale scopo anche l’ombra del mobbing può tratteggiarsi sul back stage creando così l’opportunità per interventi di outing allo scopo di abbassare il livello di stress e, step by step, incrementare il sense of humour per il buon clima interno e la relationship con il jet-set. Tutto il management è business oriented, opera in full immersion ed ha un buon feeling con la middle class. La mission è condivisa da tutti. Alla Stock Exchange di N.Y. le shares hanno buone quotazioni ed il prime rate è favorevole. Tutti gli stake holders sono monitorati in real time, i target degli end user ben definiti, l’environment è eco-compatibile ed i test di sostenibilità regolari.E’ in questo clima che le segretarie, serie, preparate e di professional look, si muovono veloci come su skates motivate e disponibili. Rarissimi i misunderstanding. Inesistenti le vertenze con le Trade Unions. Buoni i rapporti con gli opinion leaders.Perfino l’a.d., o meglio il managing director, ha un cuore ed anche a lui ogni assistant, dimostra empatia, gratitudine e si autodefinisce una disinteressata yes- woman. Egli gratifica, quindi, la sua più competente ed affezionata stagista part-time, che alterna il suo job sharing con un flexible work in interinale da molti anni, appagata e fedelissima, onorandola qualche volta anche con task in ambito di free-time. E’così che un bel giorno le chiede, in clima Friday-wear, raccomandandole low cost flights di provvedere via e-mail al booking – e fin qui, tutto OK- di qualcosa per lei incomprensibile, oscuro e misterioso che la getta nello choc. Lui desiderava solo un carnet di pièces per una data Opéra comique, per una certa Opéra ballet come matinée e per alcune suites con allemande, double, bourré, pavane e courante come prémière in grande soirée al Petit Palais. La povera Deborah, sconcertata, avrebbe dovuto anche provvedere all’acquisto on line, questo l’aveva capito, dei vari livret delle pièces con tutte le ouvertures. Per finire, secondo il buon monsieur, single impenitente, poteva essere un onore per lei, qualificata e con molte comprovate skills, anche l’achat presso un noto atélier di Milano di un paio di mises complete di robe-manteau, redingote e papillons in soie noire tant bien che à pois. Prima di cadere in transe completo le era sembrato che il suo capo avesse pronunciato perfino altre parole incomprensibili tipo foyée, haute société, boutique, voyage en avion e ordinateur. Fu a questo punto che la devota Deborah, percependosi out, uscì allo scoperto e con sussiego, tra le lacrime in fil di voce sbottò: “Dottore, cosa mi succede? Non riesco proprio a seguirla! Perché, as usual, non parla come mangia?” Non aveva mai avuto l’awareness, la poveretta, che col suo updated vocabulary poteva arrivare solo fino a là.

Annalisa Crivellari

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