Come funziona il cervello dei leader? Un rivoluzionario assessment.

Come innescare lo sviluppo del potenziale di singoli e gruppi?
DOLQUEST: UN POTENTE STRUMENTO DI CAMBIAMENTO E INNOVAZIONE
Sempre più il successo di un’azienda dipende da quanto le persone che vi lavorano contribuiscono con i loro talenti, le loro capacità e il loro impegno nel business. Sempre più questo dipende a sua volta dalla motivazione che anima le persone e dalla qualità della collaborazione e, più in generale, dei rapporti sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione.
Senza nulla togliere alle conoscenze specialistiche, alle tecnologie e alle capacità finanziarie che stanno alla base di un qualunque business, è innegabile che emerge sempre di più, come fattore di successo, la capacità delle persone di gestire se stesse (soprattutto i manager, ma non solo) e in particolare le relazioni con i clienti, coi colleghi, con le persone che coordinano, con i capi. E’ in questo modo che si possono infatti ottenere realmente efficacia ed efficienza. E’ in questo modo che l’azienda può diventare veramente un’organizzazione che apprende, capace non solo di gestire il cambiamento ma di essere intrinsecamente innovativa e in grado di generare sempre più valore per i clienti.
A questi bisogni sempre più emergenti va incontro un rivoluzionario assessment, che persegue allo stesso tempo due obiettivi:
• migliorare la capacità del singolo di attualizzare i propri potenziali, rendendolo più consapevole del proprio ‘modo di funzionare e di decidere’
• migliorare e potenziare la comunicazione, la collaborazione, la sinergia ed il lavoro di gruppo, mostrando alla persona l’esistenza di altri modi di funzionare e di decidere, ugualmente legittimi e rispettabili, con vantaggi e svantaggi, esattamente come il suo; mostrandole quindi che la diversità è una ricchezza; evidenziandole come tende a vedere ed inquadrare persone con caratteristiche diverse e come il proprio comportamento è visto e interpretato da tali persone
A questo livello il mondo degli affari e quello squisitamente umano si sovrappongono. Si tratta quindi di un ambito delicato, nel quale è facile urtare la sensibilità, oppure trovarsi di fronte a prevenzione nei confronti di qualcosa che può sembrare ‘roba da strizzacervelli’.
E’ infatti comprensibile che possa non piacere sentirsi classificati e incasellati rispetto ad una presunta scala del ‘perfetto manager’, come succede con gli assessment di prima generazione, o che possa creare qualche resistenza, sia da una parte che dall’altra, il ricorso ai cosiddetti “Trecentosessanta gradi” con cui, negli assessment di seconda generazione, il soggetto riceve delle ‘valutazioni’ dai colleghi a diversi livelli dell’organizzazione.
Dando atto degli innegabili meriti degli strumenti delle due generazioni precedenti, ecco allora, finalmente, il primo assessment di terza generazione.
Si tratta di un raffinato e allo stesso tempo semplice strumento che si fonda su solide basi scientifiche relative al funzionamento del cervello e, attraverso successive modellizzazioni, permette di rilevare le leve motivazionali di una persona. Qui sta la prima importante particolarità: non parliamo di ‘capacità’ o ‘abilità’, bensì di ‘leve motivazionali’. La distinzione è cruciale.
Sempre più, infatti, le persone in azienda sono sovraccariche di cose da fare. In queste condizioni di stress più o meno cronico, più che mai accade che il soggetto si dedichi alle cose e le scelga, spesso inconsciamente, sulla base dell’insieme delle sue leve motivazionali. Le leve motivazionali diventano poi davvero decisive in tutti i processi decisionali. Se una miglior conoscenza delle proprie può già dare una marcia in più a livello individuale, risultati davvero notevoli si possono raggiungere in contesto organizzativo, quando, ad esempio, manager con stili e caratteristiche diverse imparano, attraverso la consapevolezza delle reciproche caratteristiche, a trasformare i conflitti in ricchezza, a tutto vantaggio di un sano sviluppo aziendale.
Lo strumento integra in una visione sistemica gli approcci più recenti in materia di management delle persone e di intelligenza collettiva ed è utilizzabile a diversi livelli di lettura. E’ ottimale nell’ambito di un percorso di coaching e ha massima efficacia se applicato ad un team, in quanto consente di migliorare clamorosamente il livello di comprensione, accettazione e valorizzazione delle reciproche differenze.
Il suo carattere non valutativo e la natura fortemente sistemica sono tali da mantenere una aderenza all’intrinseca complessità della personalità umana ma, allo stesso tempo, anche in grado di mettere ben a fuoco le aree di sviluppo nelle quali procedere con azioni concrete.
DoLquest consiste in un questionario che va compilato on-line. Successivamente il tutor esamina il risultato ricavato dal sistema e, in un debriefing insieme al candidato, ne illustra e inquadra l’esito. I tutor DoLquest sono vincolati da un codice etico.
Per informazioni: Fabio Fantuzzi info@pragmetica.it 349 2624397


