Una suggestione da Galileo

Non puoi insegnare qualcosa ad un uomo, lo puoi solo aiutare a scoprirla dentro di sé
Questa frase di Galileo Galilei è straordinariamente affine allo spirito che anima i seminari esperienziali di Slow Management® organizzati da Studio Tagliente nei più suggestivi monasteri d’Italia.
Slow Management® è infatti un nuovo approccio all’educazione manageriale basato sulle dinamiche del Nuovo Apprendimento Adulto in cui l’esperienza diretta e concreta del partecipante all’attività formativa lo rende protagonista del proprio apprendimento.
A partire dal prossimo autunno prenderà il via un nuovo ciclo di seminari di Slow Management®: seminari esperienziali per manager della stessa azienda, ospitati in conventi, eremi e monasteri per apprendere un nuovo modo di essere leader e per rafforzare lo spirito di squadra attraverso il team building.
Scarica la brochure informativa o consulta il sito di Studio Tagliente.



6 Agosto 2008, 17:39
La frase di Galileo rappresenta l’essenza, la summa, perché no, il faro per un formatore. O meglio dovrebbe….. Talvolta, preso da un eccesso di egocentrismo me ne dimentico. Credo di poter “insegnare” qualcosa… di poter dire !il verbo”. Per poi risvegliarmi bruscamente e, sbattendo il muso su un muro, accorgermi che .. è proprio così. Ad un bimbo si insegna a camminare. Ad un giovane si insegna un mestiere. Ma ad un adulto no si può far altro che aiutarlo a leggere dentro di sé per capire la “via” da seguire.
8 Agosto 2008, 21:24
Caro Luigi, condivido appieno quanto scrivi, specie se penso alla mia esperienza di insegnante e formatore, ma credo che l’apprendimento come “scoperta”, come “esperienza” valga trasversalmente: dal bambino all’adulto.
Ho cercato nelle parole “insegnante” e “formatore” una soluzione. Il primo da in-signa significa “imprimere, fissare dentro” riempiendo un vuoto; mentre formatore significa “dare forma”. Qui, mi pare, sta la differenza: dare forma al preesistente (viene in mente l’idea di scultura di Michelangelo)e non creare dal nulla. Pensarsi come formatore e non come insegnante imposta una relazione di tipo orizzontale, dove “scambio” e “dialogo” non restano intenti programmatici, bensì obiettivi pragmatici. Come scrive Nardone: dialogo è una scoperta a cui si giunge in due.