Ginnastica per il corpo… sociale

Nel corso della nostra vita lavorativa spendiamo centinaia, forse migliaia di ore in riunioni.
Spesso ci domandiamo quanto utili esse siano.

Il dubbio nasce dalla constatazione che lo svolgimento degli incontri con colleghi e collaboratori a volte, forse troppe volte, mette in evidenza comportamenti che sono ben lungi dall’essere positivamente orientati, rispettosi dell’altro, costruttivi: sembra di trovarsi in un ambiente in cui ciò che eccelle è la capacità di contestare l’altrui affermazione, l’abilità di giudicare e criticare, in poche parole l’inconscio desiderio di prevalere.

Questi incontri in realtà sono scontri seppure mascherati da buone maniere, sono occasioni per lasciar fluire l’aggressività repressa, per difendere se stessi attaccando: sono luoghi in cui la paura aleggia e si cela dietro le parole pungenti e gli sguardi sprezzanti.

Ed ecco che la parte più profonda e nobile di noi si ribella e rifiuta questo modo d’essere e si difende rinunciando all’incontro. Così facendo però, purtroppo, ci si isola e non si colgono le grandi opportunità che l’incontro con l’altro offre. Primo fra tutti ciò che di positivo comporta una buona “comunicazione” il cui significato più autentico riconduce al mettere in comune.

Che cos’è un’organizzazione di uomini se non un’entità viva in cui ciascuno mette in comune con altri una parte non marginale della propria esistenza?

Come è possibile solo ipotizzare di mantenere in vita un’azienda senza prestare attenzione a tutto ciò che aiuti una vera comunicazione fra coloro che ne fanno parte?

Quelli che seguono sono alcuni esercizi sui quali sarebbe utile meditare giacchè così come un corpo fisico lo
si mantiene in buona salute con l’allenamento ritmico e continuo al movimento, anche un corpo sociale si
evolve allenando i componenti innanzitutto a saper gestire bene le loro riunioni dandosi delle regole
.

Le tre fondamentali, per esperienza mia e di altri più grandi di me sono:

1. Parlare sempre in prima persona
2. Non interrompere quando un altro parla ed aspettare pazientemente il proprio turno
3. La puntualità

Banali, potrebbe dire qualcuno.
Provare per crederci, dico io!

Clicca per avere altri 5 esercizi che rendono fecondo il lavoro di gruppo.

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