Come ci incontriamo? Da adulti, genitori o bambini?… cenni di analisi transazionale
Dobbiamo imparare a perdonare le persone per non essere quello che vorremo che fossero e lasciarle finalmente libere di essere quello che sono. Thomas Hay
Come governare gli stati dell’io
La qualità della vita di relazione dell’uomo - sia in azienda sia in ogni altra situazione sociale - è strettamente influenzata dalla sua capacità di usare efficacemente i propri stati dell’io, vale a dire gli stati appropriati alle diverse situazioni. Per realizzare questo obiettivo, è necessario sviluppare:
• L’abilità di passare da un stato dell’io ad un altro, in rapporto alle situazio¬ni ed alle circostanze della relazione. Occorre “allenarsi” a valutare velo¬cemente (con un po’ di pratica l’operazione diviene abbastanza facile) se il nostro stato dell’io è congruente con la situazione contingente o se è ne¬cessario modificarlo. Aiuta anche riuscire a comprendere con una certa fa¬cilità gli stati dei nostri interlocutori.
• La capacità di migliorare mediante la comunicazione e sempre in relazione alla situazione contingente, gli stati dell’io delle persone con le quali ci re¬lazioniamo, sforzandosi di renderli più adatti alle circostanze.
Ricordate però questa importante regola dell’Analisi Transazionale: non esistono sta¬ti dell’io sbagliati o negativi; esistono solo stati dell’io inadeguati o in¬congruenti rispetto alla situazione che stiamo vivendo!
Ad esempio, uno scoppio d’ira o, al contrario, una fase troppo prolungata di scherzi e battute, nel corso di una riunione di lavoro, rischia di vanificare l’allività del gruppo. In questa circostanza il coordinatore potrà rivolgere i propri sforzi per modificare questo temporaneo (e inadeguato) stato dell’io, per portarlo sul terreno dell’Adulto, stato più favorevole ai momenti di cooperazione.
L’Adulto In Azienda
Indubbiamente, data l’importanza delle attività di tipo logico/razionale in azienda, lo stato dell’io dell’Adulto riveste un notevole rilievo. In ambiente lavorativo infatti razionalità, tecnica e produttività assumono un ruolo certa¬mente importante ed insostituibile. L’Adulto è uno stato da gestire efficace¬mente, avendo cura di fornirgli sempre informazioni corrette.
Se facciamo qualche considerazione trasversale rispetto ad alcuni degli ar¬gomenti trattati - in particolare sulla “griglia delle posizioni esistenziali” e sugli “stati dell’io” - emerge in modo forte l’opportunità, per il manager OK, di posizionarsi nella posizione esistenziale del “vincente” (IO SONO OK, TU SEI OK) e di utilizzare prevalentemente, almeno in alcune circostanze che ri¬chiedono caratteristiche di lucidità e razionalità, lo stato dell’io Adulto. Le ca¬ratteristiche dell’Adulto sono adatte, generalmente, alle attività di tipo analiti¬co ed a quelle di diagnosi e soluzione dei problemi e delle criticità.
Ciò non vuol dire che gli altri stati dell’io non possano essere utili al manager, ma semplicemente che in alcune fasi di tipo decisorio è necessario saper usare efficacemente il proprio Adulto, dopo aver raccolto da¬ti e informazioni esaurienti.
L’Adulto vaglia, verifica, confronta, convalida o inficia tutte le infor¬mazioni provenienti dalla realtà interna ed esterna.
Si usa dire in A.T. che l’Adulto è simile ad un computer che elabora e verifica le informazioni provenienti dal Genitore, dal Bambino e dai dati che egli stesso ha raccolto e raccoglie dalla realtà circostante, al fine di prendere decisioni.
È anche opportuno aggiungere che l’A.T. ha una particolare attenzione verso le attività decisorie, collegate sempre ad uno stato dell’io le cui caratte¬ristiche influiscono sulle decisioni stesse.
• II Genitore prende le sue decisioni in base al suo “sistema di valori” ed alle spinte affettive;
• II Bambino è invece guidato dai desideri (o “capricci”) e dai sentimenti;
• L’Adulto prende le sue decisioni in base ad un processo articolato:
1. esamina le informazioni provenienti dal suo stato dell’io Genitore, o di quello di chi entra in relazione con lui;
2. esamina i sentimenti del suo Bambino o del Bambino degli altri;
3. verifica la veridicità e la validità delle informazioni del Genitore e l’adeguatezza dei sentimenti del Bambino;
4. a conclusione della verifica, li accetta, li rifiuta o li aggiorna e li rende appropriati alla realtà contingente;
5. valuta le probabilità di successo o le possibili conseguenze delle azioni
che intraprenderà;
6. mette in atto le decisioni.
Quindi si tratta di uno Stato dell’io importante, sia in azienda sia nella vita sociale. È lo stato dell’equilìbrio, del ragionamento e della razionalità, che aiuta a formulare decisioni corrette.
Questa affermazione - sicuramente vera ma del tutto parziale ci spinge a porci una domanda. Se l’Adulto è lo stato ideale in azienda, possiamo escludere gli altri stati?
Assolutamente no! Gli stati dell’Io devono assolutamente “funzionare tutti ed a turno” mai contemporaneamente e nessuno escluso.
Per approfondimenti “Leadership & Analisi transazionale” di R.Tassan Ed. FrancoAngeli


