Ottenere qualcosa di difficile e per cui vale la pena di lottare
I momenti migliori si verificano quando il corpo o la mente sono tesi al limite in uno sforzo volontario di ottenere qualcosa di difficile e per cui vale la pena di lottare. (M. Csiksentmihalyi)
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Ottenere qualcosa di difficile e per cui vale la pena di lottare
L’individuo seleziona ed organizza le informazioni acquisite dal contesto in cui vive secondo un criterio autonomo che associa a tali informazioni attività, situazioni, contesti sociali. Vengono di preferenza replicate quelle in grado di produrre uno stato di coscienza positivo e complesso. Il fenomeno ha mostrato la precoce tendenza dell’individuo ad evitare stimoli o situazioni generanti stati di ansia o noia, e a riprodurre o ricercare attivamente attività e contesti ambientali in grado di favorire l’insorgenza di esperienze positive. In questo contesto acquisisce rilevanza fondamentale l’esperienza di Flusso o Esperienza Ottimale, individuata e formalizzata nella sua struttura da M. Csikszentmihalyi .
Esperienza di flusso
L’esperienza di Flusso si caratterizza principalmente con la percezione di un bilanciamento tra il livello di opportunità d’azione reperite nell’ambiente (sfide) e quello delle capacità personali nel confrontarsi con esse. Requisito fondamentale è che il livello delle sfide (e di conseguenza delle capacità) sia elevato, o meglio superiore alla media delle abituali opportunità d’azione quotidiane: solo in questo caso, infatti, potrà instaurarsi lo stato di Flusso, descritto come condizione complessa, caratterizzata da elevata concentrazione, coinvolgimento ed immersione nell’attività, assenza di auto-osservazione, controllo della situazione, chiara percezione dell’andamento e delle finalità dell’attività, positività dello stato affettivo, motivazione intrinseca, ovvero indipendenza da aspettative di ricompense o gratificazioni esterne all’attività stessa.
Le numerose ricerche transculturali finora condotte, che hanno portato alla campionatura di circa 4.000 soggetti, ne hanno dimostrato la stabilità nelle caratteristiche indipendentemente dal contesto culturale di appartenenza degli intervistati e l’associazione con le più varie attività quotidiane, a condizione che esse possano rappresentare per il soggetto opportunità d’azione sufficientemente complesse da richiedere impegno ed applicazione delle capacità individuali a livelli elevati. Come conseguenza di ciò, compiti ripetitivi e scarsamente complessi non vengono citati come occasioni di esperienza di Flusso, mentre le attività creative - siano esse di tipo lavorativo, inerenti la sfera del tempo libero o delle relazioni interpersonali - sono diffusamente riportate.
Se si considera l’individuo come sistema psichico aperto, tendente ad una sempre maggiore organizzazione e complessità, risulta evidente che la percezione di sfide ambientali elevate con cui il soggetto si confronti comporta un graduale incremento delle capacità personali, per far fronte alla situazione. In questo senso, lo stato di Flusso favorisce lo sviluppo individuale in quanto, ai fini di poter essere mantenuto e replicato nell’ambito di una stessa attività, induce il soggetto alla ricerca di opportunità d’azione sempre più complesse, cui contrapporre capacità progressivamente maggiori. E’ quanto si può osservare sia in ambito lavorativo che nella pratica di attività artistiche, sportive, puramente speculative, di relazione. Tale percorso si identifica con il concetto di ‘tema di vita’ , ovvero con l’insieme degli scopi fondamentali che il soggetto si prefigge di perseguire, e che traggono supporto fondamentale dall’associazione delle attività ad essi collegate con l’esperienza di Flusso.


