Come bloccare questa febbre della vita moderna? Come arrestare questa accelerazione insensata? Come, in ultima analisi, vivere?

ingranaggi-franco-v1.jpg

Il saggio cinese dice all’occidentale: “Tu quando ti svegli, già calcoli e programmi; quando fai colazione, già sei al volante della tua vettura; quando guidi, già sei al lavoro. E sempre at­tendi. Attendi la fine del lavoro, attendi il fine settimana, di domenica at­tendi il lunedì”. - “E tu, saggio?” - “Quando mi sveglio, io mi contento di svegliarmi. Quando mangio, gusto il sapore del cibo; quando cammi­no, cammino; mi occuperò della meta quando ci sarò arrivato. Non so­no affatto preoccupato di ciò che verrà; vivo l’istante presente”. - “Sarà questo, o saggio, il segreto della tua calma e della tua vigilanza?” - “Nel mio paese, questa pratica viene chiamata il cammino della tranquillità; anche: il cammino della saggezza. La consideriamo molto utile, anzi indispensabile alla meditazione”.

Uno stile di vita meditativo 

«Il corso d’acqua, paziente e dolce, che feconda la terra, viene da lon­tano; a volte da molto lontano. In un luogo segreto, sotto una roccia o direttamente dal seno della terra, un sottile filo d’acqua è apparso, rag­giunto presto da un altro, da venti altri; tanti sottili fili d’acqua che, con­fluendo sono diventati un fiume.Ma se si consumassero le sorgenti? Se s’inaridissero le fonti? Se, an­cora nel seno della terra, si contaminassero le acque?La vita d’orazione viene anch’essa da lontano. Nasce da molte sor­genti segrete. Chi vuole dissetarvisi deve captare le sorgenti, rispettare la fonte, salvare le acque. Parleremo di tre sorgenti. Ognuna di esse canta come l’acqua cristallina. Le tre sorgenti sono: vivere, vivere da uomini li­beri, vivere felici.E come chiameremo il fiume che nasce da queste tre sorgenti? Lo chiameremo: uno stile di vita meditativo. 

Vivere, Questi attivi, questi superattivi, dominati dall’orario e dal ren­dimento; questi agitati, paurosi di non fare mai abbastanza e di non es­sere mai abbastanza importanti: in realtà è ben misera gente. Essi non vi­vono! Ma almeno i loro divertimenti saranno sereni? Osservateli una do­menica: ciò che vedete non vi rassicura affatto.La smania del fare, questa follia dei superattivi, è uno dei fattori più potenti di distruzione della vita spirituale e della meditazione. Da qui l’interrogativo che s’impone a ognuno: Come bloccare questa febbre del­la vita moderna? Come arrestare questa accelerazione insensata? Come, in ultima analisi, vivere? Ecco alcune indicazioni sull’arte del vivere. 

1. Accogli come amici gli avvenimenti e gli impegni che ti si presenta­no. Se tu li rigetti, essi si rivolteranno contro di te e ti schiacceranno. Accetta la realtà, non respingerla. Accogli gli altri come sono, non voler­li sempre e soltanto cambiare. 

2. Agisci senza precipitazione. Non perdere il tuo tempo ad affrettarti. Per questo, non salire e non scendere le scale a precipizio. Non correre al telefono. Nel bosco, sì, corri; altrove no! Non partire mai all’ultimo mi­nuto, ma piuttosto in anticipo. Il cammino verso la stazione o l’ufficio sia per te una passeggiata. Ammira la natura e, in mancanza di essa, osserva con uno sguardo di simpatia la gente che incontri e cerca di percepire at­traverso di essa la misteriosa presenza del regno che bussa alla tua porta. 

3. Fa una cosa alla volta. Chi ti chiede di fare di più? Era davvero un poveretto quel tale che diceva: “Devo leggere il giornale durante l’ora dei pasti; è il solo momento tranquillo a mia disposizione”! Poveretto: leg­geva male, mangiava male, digeriva male; e, quel che è peggio, amava male se stesso, la famiglia, gli amici, la gente. 

4. Non vivere in avanti. Farebbe pietà o susciterebbe il riso chi cam­minasse in maniera tale da far precedere la testa ai piedi. Ma forse pro­prio tu sei questo povero essere! Vivi diritto! Vivi l’istante presente e vi­vi istante per istante. Se non sai vivere il minuto - ricorda Solzenitzin -perdi l’ora, il giorno, la vita. Il saggio cinese dice all’occidentale: “Tu quando ti svegli, già calcoli e programmi; quando fai colazione, già sei al volante della tua vettura; quando guidi, già sei al lavoro. E sempre at­tendi. Attendi la fine del lavoro, attendi il fine settimana, di domenica at­tendi il lunedì”. - “E tu, saggio?” - “Quando mi sveglio, io mi contento di svegliarmi. Quando mangio, gusto il sapore del cibo; quando cammi­no, cammino; mi occuperò della meta quando ci sarò arrivato. Non so­no affatto preoccupato di ciò che verrà; vivo l’istante presente”. - “Sarà questo, o saggio, il segreto della tua calma e della tua vigilanza?” - “Nel mio paese, questa pratica viene chiamata il cammino della tranquillità; anche: il cammino della saggezza. La consideriamo molto utile, anzi indispensabile alla meditazione”. 

5. Nell’azione, concentra l’attenzione su te stesso. Sovente! Non sei tu per lo meno altrettanto importante del lavoro che stai facendo o dell’ogget­to che stai fabbricando? Domandati costantemente: “Chi fa questo lavoro? Chi fa questa tal cosa?”. Abita la tua azione, sii al centro del tuo agire! 

6. Pratica la sospensione interiore. Ogni due ore, o anche più sovente, so­spendi per qualche istante la tua attività, congeda le tue preoccupazioni. Posa l’arnese, ferma il motore. Mettiti in disparte e chiudi gli occhi. Entra in te stesso. Sono 30 o 60 secondi molto pesanti, ma preziosi. Spezzerai il vortice delle mille occupazioni e preoccupazioni e impedirai alle tue attività di trascinarti nella spirale dell’azione che ti porta lontano da te. Sarai come l’albero i cui rami si agitano sotto la spinta dei venti, ma il cui tronco rima­ne saldo, immobile perché ha le radici saldamente ancorate nel suolo. 

7. Elimina e abbrevia occupazioni e impegni. Metti disciplina, evita le chiacchiere. Sfronda. Il saggio è l’uomo delle scelte». 

Tratto da “Ritorno alla sorgente” di Paul de la Croix, Appunti di viaggio, Roma 1996  

 

 

 



Comments are closed.