Torben ha ucciso sua moglie, ma l’azione si svolge in una società superprotetta, e dunque anche ipercontrollata, un mondo perfettamente regolato e ordinato, in cui tutto è obbligatorio, compresa la felicità. Dunque, la colpa non esiste, perché la responsabilità dell’individuo non esiste, e l’omicida, dopo essere stato sottoposto a cure psichiatriche, viene rimesso in libertà. Ma Torben desidera essere riconosciuto colpevole ed essere punito, che è poi l’unico modo per potersi considerare un essere libero.
Nessuna produzione è ormai pensabile se non è stato preventivamente individuato il suo target, ossia un insieme di persone intravisto come possibile fruitore del bene o del servizio. Attraverso il target, tuttavia, l’azienda si propone di offrire ai consumatori non tanto ciò che essi desiderano ma ciò che essi sono, e opera affinchè la loro personalità non si sviluppi. Lungi dall’essere un mero strumento tecnico d’impresa per favorire l’incontro tra domanda e offerta, il target è alla radice della cristallizzazione sociale e, quel che è peggio, ha allargato il suo ambito di applicazione ben oltre il marketing tradizionale. Nella politica, all’originario compito di orientare la comprensione (cercare di indirizzare le persone a un’ideologia attraverso la persuasione) è subentrato quello di comprendere l’orientamento (carpire gli umori delle persone per appiattire su di essi la propria azione politica). Il risultato finale è che la società non è più abitata da gruppi di opinione ma da gruppi d’impressione, formati da individui suggestionabili, conservatori e privi tra loro di relazioni sostanziali.
Per riscattarle è necessario abbandonare la moderna metafisica del consumo e ricercare modelli sociali radicalmente nuovi. Da “Contro il target” di Remo Bassetti ed. Bollati Boringhieri
Sei in grado di prenderti il tempo necessario a pensare prima di fare o decidere qualcosa? O ti fai cogliere dall’ansia anticipatoria, cioè da quella fretta che spesso induce a non riflettere su quanto si sta per fare?
Ti proponiamo 2 test per saggiare quanto sei slow.
TEST 1
Stampa il TEST 1, segui le istruzioni contenute e fai quanto richiesto in un tempo massimo di 3 minuti. Solo dopo aver letto le 19 istruzioni contenute, leggi il punto n. 20 cliccando qui.
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La curva del ciclo di vita di un’azienda è ben diversa di quella che descrive la sua vitalità. Anche quando i bilanci sono positivi le condizioni “intangibili” in cui versa l’azienda potrebbero essere peggiori di quelle evidenziate dal conto economico.
Non monitorare con una ragionevole frequenza il clima della propria azienda potrebbe significare scoprire troppo tardi che è entrata in una fase di declino difficilmente “rivitalizzabile” o addirittura inarrestabile.
Es è un approccio metodologicoin grado di misurare la vitalità della propria azienda con strumenti idonei e testati su più di 6.000 realtà aziendali. Sulla base di oggettivi riscontri è possibile valutare costantemente l’efficacia e non solo l’efficienza del proprio stile imprenditoriale. (more…)
In queste dodici categorie è implicito il desiderio o l’intenzione di cambiare l’altro piuttosto che accettarlo. Questi dodici tipi di responsi, quindi, agiscono come mezzi per comunicare un rifiuto. Un clima di rifiuto è davvero di ostacolo per la crescita e lo sviluppo personale e per la salute psichica.
Perché? Pare che le persone non riescano a risolvere i problemi efficacemente quando temono un potere arbitrario volto a cambiarli, o quando si sentono minacciate, giudicate, umiliate o analizzate perché cambino. Un simile clima produce un atteggiamento di difesa e di resistenza al cambiamento. Inoltre, inibisce l’autorivelazione e l’autoesplorazione: condizioni necessarie per risolvere i propri problemi. Ascoltare assolve a un’altra importante funzione nell’aiutare i subalterni a risolvere i loro problemi: aiuta a lasciare la responsabilità della risoluzione dei problemi al subalterno.
Lasciare il “locus della responsabilità” a chi ha il problema è importante. (more…)
2050, così parlerà Zarathustra
di Franco Tagliente Il più anziano dei Custodi di un’azienda, in occasione del termine del mandato del Demiurgo che per dieci anni ne è stato ispiratore e tutore, ripercorre le tappe fondamentali della storia dell’economia degli ultimi cinquanta anni e così si rivolge a tutti i lavoratori dell’azienda riuniti in Assemblea generale (more…)
IL SENTIERO DELLA LIBERTA’ Se percorrerai questo sentiero con fiducia e perseveranza, alla fine del percorso sarai finalmente libero nei pensieri, nelle emozioni, nelle azioni: non sarai più condizionato.
La RABBIA è un’emozione tra le più potenti, capace di lederci nel rapporto con gli altri, che possono spaventarsi e allontanarsi da noi.
Fin da piccoli ci viene insegnato che è cattivo e sbagliato esprimere la rabbia, perché sempre associata all’aggressività.
Ma, se non la facciamo uscire, ne accumuliamo troppa dentro di noi! Sarà quindi più probabile che esploda in momenti inopportuni, magari con persone non coinvolte nei nostri problemi. (more…)
Per quanto sia audace esplorare l’ignoto, lo è ancor più indagare il noto.
Provare a guardare cose, luoghi e persone come fossero sconosciuti, non è che un punto di vista, ma è diverso da quello stanco e incapace di sorpresa da cui guardiamo di solito: i misteri che più hanno bisogno di essere svelati sono quelli della vita quotidiana.
di Albrecht Hemming ed Elaine Beadle tradotto e adattato da Franco Tagliente
Nel ricordo del mio maestro Albrecht Hemming pubblico questo importante lavoro che egli realizzò anni fa con Elaine Beadle. Chi abbia la costanza di studiare questo testo troverà elementi di arricchimento difficilmente rinvenibili in altri libri di management. Qui si tratta della visione dell’evoluzione di un’organizzazione e della leadership necessaria per supportarla in ogni sua fase di sviluppo. Alcuni passi possono risultare difficili ad una prima lettura. Sono sempre disponibile ad orientare chiunque voglia chiarirli.
Velleità, un volere astratto, una volontà debole e che resta senza effetto. Volontà, lo sforzarsi dell’animo a conseguire o ad allontanare una data maniera di essere.
Molte nostre azioni sono dettate dalla velleità e non dalla volontà: per questo non esplicano effetto alcuno e nel volgere di un breve tempo si dissolvono senza lasciare traccia. Quanti progetti rimangono lettera morta!
Che fare per dare forza alla volontà e scongiurare l’insipienza della velleità?
Inizia facendo questo test tratto dal n° 320 di Riza psicosomatica. (more…)
Se non ci preoccupassimo, in massima parte non ci accorgeremmo di essere vivi; lottare con un problema è per la maggioranza di noi indicazione della nostra esistenza. Non possiamo immaginare la vita senza un problema; e più siamo assorti in un problema, più vivi crediamo di essere. La costante tensione su di un problema che soltanto il pensiero ha creato non fa che ottundere la mente, rendendola insensibile e stanca. (more…)
Segnaliamo questo articolo di Marina Valenti apparso sull’ultimo numero della rivista Conflitti che affronta il tema del “destino” attingendo agli studi di Freud, Jung, Dolto, Moreno. Sono riflessioni che contribuiscono a liberarci dai pesi del passato e delle relazioni diffcili se riconsiderati come opportunità evolutiva e non come negativo accadimento.
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