Ginnastica per il corpo… sociale
Lunedì, Settembre 29th, 2008
Nel corso della nostra vita lavorativa spendiamo centinaia, forse migliaia di ore in riunioni.
Spesso ci domandiamo quanto utili esse siano.
Il dubbio nasce dalla constatazione che lo svolgimento degli incontri con colleghi e collaboratori a volte, forse troppe volte, mette in evidenza comportamenti che sono ben lungi dall’essere positivamente orientati, rispettosi dell’altro, costruttivi: sembra di trovarsi in un ambiente in cui ciò che eccelle è la capacità di contestare l’altrui affermazione, l’abilità di giudicare e criticare, in poche parole l’inconscio desiderio di prevalere.
Questi incontri in realtà sono scontri seppure mascherati da buone maniere, sono occasioni per lasciar fluire l’aggressività repressa, per difendere se stessi attaccando: sono luoghi in cui la paura aleggia e si cela dietro le parole pungenti e gli sguardi sprezzanti.
Ed ecco che la parte più profonda e nobile di noi si ribella e rifiuta questo modo d’essere e si difende rinunciando all’incontro. Così facendo però, purtroppo, ci si isola e non si colgono le grandi opportunità che l’incontro con l’altro offre. Primo fra tutti ciò che di positivo comporta una buona “comunicazione” il cui significato più autentico riconduce al mettere in comune.


Nel suo L’italiano. Lezioni semiserie, una grammatica divertente come una raccolta di citazioni dei fratelli Marx e agile come un Bignami, Beppe Severgnini mette alla berlina l’italiaco vezzo di fare di un biglietto da visita o della carta da lettera uno spot per audaci autopromozioni.


