“Volevo che i miei dipendenti volassero insieme come uno stormo di aironi ma in realtà non erano altro che un branco di bufali indolenti”.
Da molti anni porto sempre in borsa una copia di questo articolo scritto da Ralph Stayer, un imprenditore che è riuscito, nel corso del tempo, e dopo un certo travaglio, a comprendere cosa significa “delegare”. Qui riporto la sua testimonianza la cui lettura ho suggerito a molti uomini d’azienda. La riflessione sulla sua esperienza ha prodotto sempre buoni risultati.
“Colui al quale è affidato il compito di comandare ed è ritenuto come superiore, si reputi più piccolo e chi comanda diventi il servo di tutti i fratelli. Si comporti con bontà verso di loro, come vorrebbe si facesse con lui se si trovasse al loro posto. Non si lasci vincere dall’ira contro il fratello che ha commesso qualche errore, ma con pazienza e umiltà lo aiuti a correggersi”.
S. Francesco
Alla luce di quella che fu la visione che dei capi aveva S.Francesco, chiedi ora a te stesso: (more…)
I momenti migliori si verificano quando il corpo o la mente sono tesi al limite in uno sforzo volontario di ottenere qualcosa di difficile e per cui vale la pena di lottare. (M. Csiksentmihalyi) (more…)
Se vuoi sapere perchè la carenza di tempo ti stressa, prova a fare questo esercizio.
Prendi una penna, un foglio e un orologio. Hai 2 minuti per completare l’esercizio in ogni sua parte (è importante servirsi di un foglio a parte). Allo scadere del tempo, anche se non hai finito, leggi le conclusioni.
1. Prima di fare qualsiasi cosa, leggi attentamente ogni punto di questa esercitazione.
2. Scrivi il tuo nome nell’angolo in alto a destra del foglio.
3. Traccia un circoletto intorno al tuo nome che hai appena scritto.
4. Disegna dieci cerchi nell’angolo in alto a sinistra del foglio.
5. Inscrivi un quadrato in ciascun cerchio.
6. Traccia una X su ognuno dei cerchi.
7. Scrivi sul foglio la frase: “Sono a circa un terzo della mia esercitazione”.
8. Utilizzando soltanto il foglio e la penna biro moltiplica 749×58.
9. Controlla l’orologio: se è già trascorso più di un minuto, sei in ritardo.
10.Traccia un circoletto intorno al “sette” del settimo esercizio.
11.Traccia un circoletto attorno alla parola “terzo”del settimo esercizio.
12.Sul folgio, addiziona 9.350+8.735.
13.Traccia un circoletto attorno alla somma appena effettuata e, quindi, traccia un quadrato attorno al circoletto.
14.Scrivi sul folglio: “Ho quasi terminato la mia esercitazione. Probabilmente ce la farò”.
15.Conta, sottovoce, da 1 a 10, e viceversa.
QUESTA PAGINA E’ UNA PICCOLA PALESTRA CHE ALLENA AL SENTIMENTO, PER NON SENTIRE PIU’ RI-SENTIMENTO.
Il sole sorge o tramonta all’orizzonte? Cosa sta seminando questo seminatore? E’ in controluce o è vestito di nero? Quell’albero è piegato o sta morendo? Cosa sentiva Van Gogh mentre lo dipingeva? Cosa senti tu ora?
L’urlo di Munch
E’ un urlo di meraviglia o di terrore? E’ una boccaccia o un canto a squarcia gola?
Intervista a Brunello Cucinelli, imprenditore leader nella produzione di abbigliamento in cashmere, che ha realizzato un sogno per una società migliore: coniugare il profitto all’umanesimo, collocando l’uomo e non il prodotto al centro.
Una giovane donna si lamentò con sua madre delle sofferenze e delle difficoltà incontrate nella sua vita: non sapendo come andare avanti, voleva arrendersi.
Sono stanca di lottare e combattere. Sembra che appena un problema si risolva, ne compaia un altro - disse.
Che voi vogliate coinvolgere i vostri “alleati”, persone che vi sono affini, o con cui condividete dei valori è abbastanza ovvio. Molto probabilmente, però, non avete mai pensato alla possibilità di coinvolgere i vostri potenziali oppositori; quest’idea può apparirvi remota, o persino pericolosa. (more…)
Amelie è una piccola e delicata ragazza che vive a Parigi un’esistenza solitaria ed appartata. La sua vita trascorre senza sussulti ed è caratterizzata da una calma piatta. Poi, improvvisamente, quasi per caso, trova qualcosa che le permette di fare del bene ad una persona fino ad allora per lei sconosciuta.
Alcuni brani del film “Il favoloso mondo di Amelie” facilitano la riflessione sulle caratteristiche di un buon leader.
Quali caratteristiche fra quelle qui elencate ritrovi in questa prima sequenza alla quale in futuro ne seguiranno altre?
Il possesso delle competenze
L’attenzione ai bisogni delle persone
Mettere a proprio agio le persone
Saper usare il pensiero laterali ed essere creativi
Porre domande e prestare attenzione
Avere pazienza
Aprire nuovi spazi alla relazione
Sfidare per provocare una reazione
Avere il coraggio di affrontare il nucleo del problema
1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
2. Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.
3. Se vuoi comprendre quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva. (more…)
Clicca questa immagine. Distanziati dallo schermo di un metro. Adesso guarda i due visi ad occhi aperti e poi ad occhi socchiusi. Sono cambiati i loro sguardi o il tuo modo di vederli?
“Il vero viaggio di scoperta non è vedere nuovi mondi ma cambiare occhi” (Marcel Proust)
Appendi questo poster al muro. Quando hai fatto un buon lavoro, metti la schiena qualche minuto contro di esso per congratularti. La motivazione di cui hai bisogno la trovi innanzitutto dentro di te.
Dobbiamo imparare a perdonare le persone per non essere quello che vorremo che fossero e lasciarle finalmente libere di essere quello che sono. Thomas Hay (more…)
“Bisogna esigere da qualcuno quello che ciascuno può fare. L’autorità riposa, prima di tutto, sulla ragione. Ho il diritto di esigere l’ubbidienza purché i miei ordini siano ragionevoli.
Se non c’è nessuno da giudicare, giudicherai allora te stesso. E’ la cosa più difficile. Se riesci a giudicarti bene è segno che sei veramente saggio.”
La differenza fra un’organizzazione efficiente ed efficace rispetto ad una che non lo è non deriva tanto dalla struttura del suo “organigramma”, verticistico o piatto che sia, quanto dal modo con cui i “capi” si rapportano ai loro “dipendenti”.
Il buon leader è quello di cui le persone non si accorgono; è mediocre quando gli obbediscono e lo acclamano; pessimo quando è disprezzato. Di un buon leader di poche parole, quando il lavoro è realizzato e gli scopi raggiunti, diranno: “Abbiamofatto tutto da soli”. Lao Tzu
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