ANIMANDO LA CULTURA DELLA RESPONSABILITA' SOCIALE DELLE IMPRESE

 






L'IMPORTANZA DEL CODICE ETICO

Il Decreto Legislativo n.231 dell' 8 giugno 2001 ha introdotto un sistema di responsabilità amministrativa - ma di fatto penale - a carico delle società per reati contro la Pubblica Amministrazione (corruzione, concussione) o per reati societari (per esempio, falso in bilancio) commessi dai propri amministratori, dirigenti o dipendenti nell'interesse o a vantaggio delle società stesse.

In base all'art. 1 del decreto n. 231/2001, sono destinatari della disciplina "gli enti forniti di personalità giuridica, le società fornite di personalità giuridica e le società e le associazioni anche prive di personalità giuridica". Rientrano tra queste categorie quindi tutte le imprese, con o senza personalità giuridica, così come le associazioni, anche non riconosciute, nonché le società di diritto privato esercitanti un pubblico servizio e gli enti pubblici economici.

L'applicazione delle sanzioni alle imprese incide direttamente sugli interessi economici dei soci. Questi, nel caso di commissione di un reato per il quale è prevista una responsabilità dell'impresa, potrebbero richiedere un'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori per non aver adottato quei modelli in grado di far beneficiare all'ente del meccanismo di esonero.

L'art 6 della legge 231/2001 prevede infatti l'istituzione di "Linee Guida per la costruzione dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo", approvate da Confindustria il 16 aprile 2002. Queste offrono un aiuto concreto alle imprese ed associazioni nella elaborazione dei modelli e nella individuazione di un organo di controllo. Si tratta di un supporto metodologico che indica i passi da compiere per costruire i modelli necessari alla salvaguardia dell'ente.

Lo schema proposto da Confindustria prende in considerazione i seguenti punti:

  • l'identificazione dei rischi in relazione ai reati che possono essere commessi;
  • la progettazione di un sistema di controllo preventivo, realizzato attraverso la costruzione di un sistema organizzativo adeguato e la procedimentalizzazione di determinate attività;
  • l'adozione di un codice etico e di un sistema di sanzioni disciplinari applicabili in caso di mancato rispetto delle misure previste dal modello, al fine di conservarne l'effettività;
  • l'individuazione dei criteri per la scelta di un organismo di controllo interno all'impresa, dotato delle funzioni necessarie, che dovrà vigilare sull'efficacia, sull'adeguatezza e sull'applicazione del rispetto del modello.

Nel caso delle piccole imprese la legge permette di demandare ad un organo o soggetto interno alla società la funzione di vigilanza. Tuttavia, al fine di assicurare l'efficacia preventiva del sistema di controllo, suggerisce di avvalersi delle specifiche professionalità dei consulenti esterni per l'esecuzione delle operazioni tecniche necessarie per lo svolgimento della funzione di controllo.




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